Salice Salentino

D.O.C. Riserva
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Salice Salentino

 

 

D.O.C. Riserva

Vitigno: Negroamaro e Malvasia Nera.
Denominazione: Salice Salentino DOC Riserva.
Zona di produzione: Puglia, Salento
Tenore alcolico: 13.5%

Esame organolettico.

Colore: rosso rubino intenso con note violacee, tendente all’arancione con l’invecchiamento.
Profumo: vinoso, caratteristico e intenso.
Sapore: pieno, asciutto, vellutato ed armonico.
Temperatura di servizio: 16°-18° C
Abbinamento consigliato: salumi stagionati, primi piatti con sughi robusti di carne, arrosti di carne di maiale ed agnello, formaggi ovini stagionati.

Coltivazione
La coltivazione predominante è quella ad alberello pugliese con circa 5.500 piante per ettaro, delle quali il 25% è a coltivazione a espallier.

Terreno
Il terreno è di medio impasto tendente al sabbioso, di natura autoctona derivante dalla disgregazione del banco tufaceo, avente un PH medio di 7.5.

Vinificazione
Fermentazione in autovinificatori con diametro di 4 ml. per la formazione di cappelli di vinaccia stretti e lunghi in modo da favorire l’estrazione del colore e dell’estratto a temperature controllate tra 15° e 20°. Separazione del mosto di svinatura dal pressato. Affinamento sulle fecce secondarie manno proteine, malolattica e stoccaggio in acciaio.

Cenni Storici
La denominazione di questo vino deriva dalla cittadina omonima posta a nord di Lecce, zona di vigneti e uliveti, in cui sono sparse masserie e antiche torri di vedetta. Il Salice Salentino rosso viene prodotto con le uve di vitigni Negroamaro, per la massima parte, e di Malvasia nera di Brindisi e Malvasia nera di Lecce. Il Negroamaro è di antica produzione. Le coltivazioni dell’area meridionale della Puglia infatti sin dal VI secolo a.C. erano caratterizzate quasi unicamente da questo vitigno. Il vino che ne deriva ha varie tonalità, dal rosso rubino al granato. Da questa sua costante caratteristica e dal colore nero dei grappoli è derivata la denominazione dialettale “nuiru marue”, modificatasi poi in Negroamaro. Gli altri vitigni appartengono alla famiglia delle Malvasie, di origine greca, arrivate in Puglia dalla Morea e precisamente dalla città di Monembasia. Oggi si coltivano principalmente due categorie di vigneti: il Malvasia nera di Lecce e il Malvasia nera di Brindisi, che hanno molti caratteri in comune. La differenza di sapore del succo tra le due Malvasie, più che di caratteri ereditari, è da collegare a fattori pedoclimatici.

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